Allenamento istintivo e diario di allenamento | Efficienza fisica

Allenamento istintivo e diario di allenamento

L’allenamento istintivo non è correre dietro alla bici che ci sta davanti perché il soggetto che la conduce appartiene al sesso opposto ed è tutt’altro che sgradevole!! Non è neanche quello che facciamo se dobbiamo scappare da un bel cagnolone che ci insegue perché ci ha scambiato per un gatto mentre siamo a metà salita e dobbiamo capire se è meglio scattare su o tornare indietro!! E non è neppure quello che ci impone di rimanere a letto e non prendere la bicicletta con la scusa che forse pioverà o forse farà troppo caldo.

Dormire in bicicletta Scappare da un cane

L’allenamento istintivo è l’esatto contrario, è un’evoluzione dell’allenamento programmato, spinto ad un livello superiore da una conoscenza ed una esperienza di sé conseguita e maturata nel tempo, ovviamente dedicato alla attività, con un buon uso della “coscienza” e “ascoltando” il corpo nei segnali che manda, soprattutto quelli positivi che ci permettono, purtroppo molto raramente, di adeguare ed incrementare l’allenamento programmato per quella seduta, poiché ci sentiamo bene, oppure quelli negativi come prima soglia di allarme che qualcosa non sta funzionando e che ci dovrebbero anche solo momentaneamente “frenare” per permetterci di capire cosa non va.

Il pericolo dell’uso indiscriminato di questo tipo di allenamento è proprio la facilità di incombere nell’errore di continuare a fare un tipo di allenamento “comodo”, quello cioè che ci permette di sviluppare solo le qualità eccellenti insite in ognuno di noi, che fa parte del nostro DNA e che ci permette di migliorare perché egoisticamente “forti” sotto questo aspetto, ( ad esempio chi è bravo nelle scalate tenderà a farne molte perché alla fine più appagato dai risultati ), ma i miglioramenti ad un certo punto cesseranno di arrivare per carenza di nuovi stimoli, assuefazione o esagerazione di alcune componenti rispetto ad altre, col rischio di ricadere indietro coi risultati sperati o, nella peggiore delle ipotesi, con un infortunio.

Un esempio calzante è quello di Vito, ciclista su strada, che ha fatto suo questo tipo di allenamento per anni, registrando solamente le sedute sul suo diario di allenamento, senza averle minimamente decise o programmate e questo lo ha portato a fare solo salite senza cercare null’altro che vittorie di gruppo sulle cronoscalate, anche in allenamento, ma senza miglioramento alcuno su tutti gli altri aspetti che compongono un buon ciclista.
Questo perché il corpo ha una naturale tendenza alla stabilità e non vede di buon grado i tentativi di miglioramento con continui stimoli fisici e stress a cui è sottoposto, per un istinto alla sopravvivenza insito nel cercare di far minor fatica possibile e chi la fa da padrone a questo punto è la forza di volontà di cambiare, che porta il corpo, con continui allenamenti, a raggiungere livelli sempre più alti.

Diario di allenamento Allenamento in bicicletta

Posso dirvi a questo punto che gli allenamenti per me più produttivi sono proprio quelli portati a termine nelle giornate in cui avevo poca voglia, ad esempio con la mentalità di partenza di: ”va beh, oggi faccio poco, dovrei fare 50 km ma ne faccio solo 30, meglio che niente” e vi dirò che questa bugia auto indotta mi ha portato a farne 90, con un ritmo incalzante proprio soddisfacente.

L’uso del diario di allenamento si rende necessario, soprattutto per questi episodi, per “ricordare” quali sono state le condizioni e i fattori che hanno alimentato lo stare bene ed in forma e prodotto un bel risultato e per replicarli.

Io lo ritengo utilissimo per segnare il più possibile dati, come l’alimentazione, il riposo, ma anche stati d’animo per ricercare poi rileggendo qual è per me il fattore determinante per essere “in condizione” come si dice in gergo o “oggi brucio i copertoni” come piace dire a Vito.
Se non Vi riesce e non sapete come tenere un diario, in internet troverete tanti validi aiuti, come potete farlo anche affidandovi ad un buon preparatore/allenatore/personal trainer che, se bravo e preparato, saprà interpretare i feed back che gli trasmetterete durante gli incontri/allenamenti e tradurli in allenamenti stimolanti e proficui.

Da considerare che anche i primi due esempi citati ad inizio articolo possono annoverarsi come condizioni che possono stimolare l’allenamento, ma almeno per uno dei casi io eviterei, a Voi decidere quale!
Tanti cari saluti e tanta energia a tutti alla prossima!

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