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Salute in Sella | Bicicletta e gambe: la Contrazione Muscolare.

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Sicuramente ognuno di noi ha una sua tecnica ed una sua teoria di pedalata e affronta le salite come meglio crede. La mia teoria è sempre stata: finché le gambe girano, salgo. Sfruttando tutti i rapporti a mia disposizione ho sempre prediletto la frequenza di pedalata alla potenza. Non so se sia la tecnica più corretta, ma la fisiologia muscolare sembra aver confermato la mia teoria.

Il muscolo è un’unità funzionale composto da numerose fibre muscolari, ogni fibra è composta da numerose fibrille, ogni fibrilla e formata da numerosi sarcomeri, a loro volta formati da filamenti di actina e da filamenti di miosina (figura 1). Il muscolo è poi connesso a due o più capi ossei tramite uno o più tendini. Ogni unità motoria è costituita dal nervo motore, dalla placca neuromuscolare e da tutte le fibre muscolari da essa innervata. L’unità motoria è la minima unità contrattile e le fibre di un’unità motoria sono generalmente distribuite omogeneamente nel volume muscolare, mescolate a fibre di altre unità motorie.

Ogni cellula muscolare al suo interno è composta da numerose strutture, ma in particolare dai filamenti di actina e dai filamenti di miosina, intersecati e sovrapposti tra di loro uniti da legami biochimici.

Dal nervo arriva un impulso elettrico che depolarizza la cellula muscolare, si ha l’apertura di particolari canali del calcio che permettono la liberazione di ioni calcio dal reticolo sarcoplasmatico. Il calcio libero nella cellula si lega alla troponina, permette l’interazione tra la testa di miosina e l’actina e tramite processi energetici si ha lo scorrimento dei filamenti di miosina sui filamenti di actina e l’ accorciamento della fibra muscolare (figura 2).

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La forza con cui si accorcia il muscolo è direttamente proporzionale al numero di ponti che si possono creare fra actina e miosina e inversamente proporzionale alla lunghezza del complesso actina miosina actina… Ovviamente sempre entro certi limiti. Infatti se è vero che più il muscolo è allungato maggiore sarà la sua forza, è altrettanto vero che per permettere la contrazione ci deve essere un buon numero iniziale di ponti tra l’actina e la miosina. Per fare un’ analogia, più le ruote della bicicletta sono grandi, più efficace sarà la nostra pedalata, ma se non arriviamo ai pedali sarà ben difficile far rendere la nostra grossa bici. ancora una volta bisogna trovare il giusto equilibrio tra le due condizioni (figura 3).

Oltre alla lunghezza muscolare, quando si valuta la forza, bisogna considerare anche la resistenza contro cui il muscolo deve lavorare. Come si può evincere dalla tabella 2, la forza sviluppata dal muscolo non ha una correlazione lineare con la resistenza ad esso applicato, ma esprime valori massimi a resistenza intermedie. Applicando tutto ciò al nostro sport, ai nostri muscoli applichiamo una resistenza data dal pedale, a sua volta strettamente dipendente dal rapporto che noi stiamo utilizzando. Più piccolo sarà il rapporto maggiore sarà la resistenza e viceversa, e quindi, in base a ciò che abbiamo appena detto, un rapporto intermedio, non troppo duro ne troppo blando, che ci permetta di far girare agilmente le gambe, ma abbastanza duro da non farle girare a vuoto dovrebbe permetterci di raggiungere la miglior efficacia di pedalata.

Un ulteriore supporto alla mia tesi mi viene fornita nuovamente dalla fisica, la quale definisce come Forza il rapporto tra la massa e l’accelerazione. La massa è una variabile modificabile si, ma solo con costanti allenamenti e con tempi lunghi, mentre l’accelerazione risulta essere una variabile di immediata modificabilità.

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Un’altra variabile che dobbiamo considerare è il consumo di energia. Come si può vedere nella figura, ogni attacca-stacca delle teste di miosina sui filamenti di actina portano al consumo di ATP. Pare dunque immediata l’equazione maggiore è la velocità di contrazione maggiore sara il consumo di energia, maggiore è la frequenza di pedata più energia consumo, più lenta e la mia frequenza più energia risparmio. Ed effettivamente è esattamente così, per quanto riguarda la singola miofibrilla. Tuttavia, all’aumentare della resistenza controva cui il muscolo lavora, il nostro corpo risponde aumentando il numero di unità motorie chiamate a contrarsi. Quindi se è vero che più è alta la frequenza contrazione – rilassamento più velocemente consumo ATP e altresì vero che un maggior numero di unità motorie coinvolte contemporaneamente consuma un maggior numero di ATP in un ciclo solo. Per esemplificare, è come prendere un caffè al giorno (pedalata ad alta frequenza e bassa resistenza) o prenderne sette ogni domenica (pedalata a bassa frequenza ma con elevata resistenza). A fine mese il nostro barista sarà ugualmente contento!

  Boeris Bikes | Salute in Sella | Muscolo contratto e rilassato

Infine, l’ultimissimo aspetto che possiamo ancora considerare, anche se poco importante nel nostro caso, è l’apporto nutritivo che viene portato al muscolo dal torrente circolatorio. All’interno del nostro muscolo, tra una fibra e l’altra, scorrono i vasi sanguigni. Le arterie, e i loro rami più piccoli le arteriole, portano ossigeno e nutrimento, le vene e le venule, portano via i cataboliti e l’anidride carbonica prodotta. Durante la contrazione, il muscolo aumenta la sua larghezza, la sua sezione, andando a spremere i vasi al suo interno. questo facilita di molto il ritorno venoso, ma allo stesso tempo, impedisce l’arrivo di sangue arterioso, e connesso le sostanze nutritive al muscolo. Pare quindi ovvio che una contrazione muscolare protratta nel tempo fa si che il muscolo venga irrorato meno rispetto a multipli cicli di contrazione rilassamento, i quali tramite un effetto pompa permettono una buona ossigenazione ed un rapido allontanamento delle sostanze di scarto prodotte dal muscolo. Come però accennato in precedenza, questo aspetto ci interessa poco nella valutazione del tipo di pedalata più efficace, perché per quanto sia lento, il nostro non sarà mai un sforzo statico ma sempre dinamico. Questo aspetto risulta invece particolarmente importante in una fase di allenamento defaticante dove alte frequenze di pedalata possono consentire un più veloce allontanamento dei cataboliti dai muscoli affaticati.

Ora, dopo questo fiume di parole e schemi, non vi resta che provare con le vostre gambe la mia teoria basata solamente sulla mia esperienza personale, alla quale ho cercato di dare una spiegazione scientifica. Come sempre, bisogna trovare il proprio equilibrio.

Buona pedalata a tutti e grazie per l’attenzione.

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