Salute in Sella | Anemia e Ciclismo: Emoglobina (Hb)

Anemia e Ciclismo: Emoglobina (Hb).

Buon giorno a tutti, cambia l’anno, ma noi siamo ancora qui, pronti a darvi una buona (si spera) lettura per riprendervi dalle fatiche di Natale e le pedalate invernali.
Per oggi, mi è stato chiesto di parlare dell’anemia nel ciclista, problematica non così infrequente come si può immaginare.

Innanzitutto, cominciamo con qualche delucidazione di base.
Il nostro sangue è formato da una parte liquida (acqua, in buona sostanza) ed una parte corpuscolata. La parte corpuscolata e composta da cellule quali i globuli rossi (portatori di ossigeno), globuli bianchi (responsabili delle nostre difese immunitarie) e le piastrine (dedite ai sistemi di riparazione).
Parliamo di anemia quando la quantità di emoglobina (Hb), proteina presente nei globuli rossi e che si lega all’ossigeno, scende sotto determinati valori, 13 g/dl per gli uomini e 12 g/dl per le donne. Quindi, per meglio dire, si parla di anemia quando si riduce di determinati valori, la capacità di trasporto di ossigeno da parte del nostro sangue.
Esistono diverse tipologie di anemie e diversi modi per classificarle.
Una prima ed importante classificazione si basa sulla durata dell’insorgenza: acuta o cronica.

L’anemia acuta è una condizione caratterizzata da una rapida perdita di sangue, come dopo un emorragia importante, che supera la capacità di compenso del nostro corpo. In questo caso i sintomi compaiono anche con piccoli scarti dai valori di normalità.

L’anemia cronica è una condizione in cui la perdita di emoglobina è lenta e costante e permette al nostro organismo di mettere in atto determinate strategie per garantirci di vivere una vita pressoché normale. In questo caso i valori di emoglobina possono scendere in maniera assai importante prima di avere dei sintomi di rilievo.
Ho personalmente visto una persona con un’emoglobina di 5 g/dl, venire in ambulatorio con le sue gambe e descrivere solo una lieve sensazione di stanchezza.

 

Un’altra modalità di classificazione delle anemie è in base alla causa di insorgenza. Come detto in precedenza, l’anemia è la diminuzione dell’emoglobina, proteina contenuta nei globuli rossi. In quanto proteina, è inscritta nel nostro genoma e la variabilità genetica che ci contraddistingue, fa si che alcuni tra noi producano delle proteine diverse dal normale, con una diversa capacità di legare l’ossigeno o che portano a modificazioni del globulo rosso, provocandogli problemi strutturali e una minor vita media. Questo è il caso delle talassemie e dell’anemia mediterranea.

L’emoglobina, come detto prima, è una proteina prodotta dal genoma, e come tale ha bisogno di segnali ormonali che ne inducano la trascrizione, la “produzione”. L’ormone in questo è l’eritropoietina (EPO) che viene prodotta dal rene. Problematiche renali possono portare ad una diminuzione della produzione di EPO e quindi anemia.
L’emoglobina è una proteina dei globuli rossi, che “nascono” nel midollo osseo, di conseguenza, problemi al midollo osseo, come accade in alcuni tumori o nella vecchiaia possono portare ad anemia.
Infine, l’emoglobina è una proteina che per legare l’ossigeno ha bisogno di un metallo, il ferro. Carenze marziali possono essere alla base di anemie. Il ferro può essere ridotto nel nostro organismo per un ridotto introito, per una ridotta assimilazione o, infine, per “furto”. Infatti, il ferro presente nel nostro corpo non serve solo per la produzione dell’emoglobina, ma è coinvolto anche, ad esempio, in tutte le situazioni di infiammazione ed infezioni.
Dopo questo lungo, ma tuttavia superficiale excursus, sull’anemia, giungiamo a quel che più ci interessa..l’anemia nel ciclista.
L’avvento di nuovi materiali come l’alluminio ed il carbonio ha ridotto di molto l’apporto di ferro nel ciclista. Scherzi a parte, come detto in precedenza, un importante fattore nella costruzione dell’emoglobina è il ferro, elemento che viene consumato dai processi riparativi nelle infiammazioni. E quindi?!
Lo sport è un importante fonte di stress ed infiammazione per il nostro corpo. A prescindere dalle infiammazioni patologiche dovute agli esercizi ripetitivi o alle posture sbagliate, lo sport, per essere allenante, porta alla produzione di proteine infiammatorie che stimolano la crescita muscolare, e con essa consumano il nostro prezioso ferro.
Una dieta bilanciata, giusti carichi di allenamento, pause programmate, fan si che il nostro corpo riesca ad equilibrare il quantitativo di ferro nel nostro organismo in maniera da non far insorgere il problema.
Tuttavia, non sempre ciò accade, ed i livelli di ferro organico calano, manca il substrato ed insorge l’anemia.
Ma che sintomi da l’anemia? Piuttosto vaghi.. Spesso l’anemia passa inosservata in molte persone e i sintomi possono essere lievi. I segni e i sintomi possono essere correlati alla causa sottostante o all’anemia stessa. Più comunemente, le persone con anemia accusano una sensazione di debolezza o stanchezza, malessere generale e difficoltà nella concentrazione. Può essere, inoltre, segnalata dispnea (respiro corto) da sforzo e un caratteristico colorito pallido della pelle e delle mucose. Nei casi di grave anemia, il corpo può compensare la mancanza di capacità di trasporto di ossigeno da parte del sangue aumentando la gittata cardiaca, percepibile con sintomi quali le palpitazioni. In alcuni pazienti può insorgere la sindrome delle gambe senza riposo. In linea di massima, nell’atleta sano, l’anemia non e un pericolo, ma sicuramente può rappresentare un problema. La diminuzione dell’emoglobina nel sangue comporta una diminuzione del trasporto di ossigeno ai tessuti, costringendo il cuore ad un super lavoro per garantire un regolare apporto di nutrimento. Ne consegue una maggior fatica a sopportare i carichi di lavoro ed un calo di prestazioni.
Più problematico risulta il caso di atleti non perfettamente sani. Come detto in precedenza, nell’anemia si ha una diminuzione del trasporto di ossigeno ai tessuti, compreso il cuore. Sportivi cardiopatici, in cui il cuore già fatica, la diminuzione di ossigeno al suo tessuto muscolare può portare all’insorgenza di dispnea ed eventuale angina pectoris o, nel peggiore dei casi, infarto. Questo problema lo si può arginare imparando a conoscere il proprio corpo ed i propri limiti, non forzando oltre le proprie possibilità, ed ovviamente, parlando con il proprio curante dei problemi che vengono riscontrati.
La diagnosi è molto facile, è basta un semplice esame del sangue che mostra la diminuzione dell’emoglobina e, sempre un prelievo di sangue può indicarci la causa l’eventuale terapia.

 

Come sempre, quando possibile, vi mostro anche una visione alternativa. In medicina tradizionale cinese, esiste una sintomatologia chiamata “vuoto di sangue”, caratterizzata da stanchezza, specie serale, viso pallido, sonno disturbato ed interrotto, ecc che incarna perfettamente la sintomatologia che la medicina occidentale attribuisce all’anemia.

L’obiettivo della terapia integrata da agopuntura nell’anemia è il miglioramento dello stato generale del paziente e il contenimento del’ infiammazione cronica. Tale condizione non è certo sinonimo di guarigione, ma favorisce il decorso della malattia e procede da una gestione multidisciplinare del paziente. Il trattamento dell’anemia tramite agopuntura non si contrappone ne sostituisce le linee guida della medicina convenzionale, ma al contrario stabilisce con esse una virtuosa sinergia e una straordinaria opportunità anche a livello di prevenzione. Inoltre, uno studio in letteratura effettuato su donne in dolce attesa che presentavano anemia da carenza di ferro, dimostra come l’utilizzo dell’agopuntura aiuti ad aumentare i valori di emoglobina e delle difese immunitarie.
Anche per oggi abbiamo terminato.
Buona pedalata e buon allenamento a tutti.

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