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Salute in Sella | Cervicale in bicicletta: possibili cause ed eventuali rimedi.

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In questo articolo proseguiamo il nostro percorso lungo la colonna vertebrale, in particolare parliamo della colonna cervicale.

Per quanto simile alla colonna lombare, la cervicale presenta differenze sostanziali, specie quando la nostra postura è in sella ad una bici. La colonna cervicale, oltre a fare da sostegno al capo e da scudo al sistema nervoso, permette un ampio range di movimenti. In particolare, permette i movimenti di rotazione verso destra e sinistra (permessi quasi totalmente dalle prime due vertebre), di flessione laterale e di flesso-estensione sul piano sagittale. Tutti questi movimenti sono resi possibili, ovviamente, da un complesso sistema di muscoli.

Come già parzialmente accennato nel precedente articolo, la colonna cervicale non è fisiologicamente dritta, ma presenta, vista di profilo una curva a concavità posteriore, chiamata cifosi. Seduti in sella, per forza di cose, se vogliamo guardare dove andiamo, siamo costretti ad aumentare tale cifosi, e più cerchiamo una posizione aerodinamica e quindi con il busto chinato in avanti, più la nostra cifosi cervicale è costretta a peggiorare. Ovviamente questo di per sé non è dannoso, ma il mantenimento di tale postura, specie se accompagnata da posture scorrette durante il resto della vita al di fuori delle due ruote.

Ovviamente i più fortunati di noi potranno non subire le conseguenze della postura in bici, gli altri soffriranno tendenzialmente di due tipi di disturbi:

  • Disturbi muscolari
  • Disturbi neurologici

Per quanto riguarda i disturbi muscolari, le cause sono molteplici, dipendono in parte dalla costituzione e dallo stress, in parte dal tipo di percorso effettuato, ma totalmente a carico dell’anatomia.
Nonostante sappia che può apparire noiosa, è doveroso citarla ed esplicarla per meglio comprendere.
Come si può vedere dalla figura 1, sono molti i muscoli che agiscono sulla cervicale, ed oltre ad inserirsi sulla colonna cervicale e sul capo, si inseriscono anche a livello toracico e alle spalle, connettendo il capo con la restante parte superiore del corpo.



Figura 2 leva muscolare svantaggiosa per contrastare la gravità

Figura 3 aumento del peso relativo del capo in base alla postura

La continua contrazione muscolare atta a contrastare la gravità sul capo, porta a un blocco nell’apporto di sangue e nutrienti, ma soprattutto un ostacolo al drenaggio dei cataboliti, delle scorie prodotte dal metabolismo muscolare. Un circolo vizioso che porta ad infiammazione locale, dolore, contrattura. Lo stress, che viene scaricato principalmente a livello dei trapezi (e quindi sulla cervicale) e sullo stomaco, aumenta uno stato di tensione muscolare e contrattura. Se poi ci si aggiunge la postura sbagliata davanti al pc, in macchina o con lo smartphone in mano, la frittata è bella che fatta.
La continua contrazione muscolare a livello cervicale, creando una sofferenza metabolica locale, sui muscoli che si attaccano sul cranio, è la principale, per non dire l’unica, causa della cosiddetta cefalea tensiva, o muscolo-tensiva.  Inoltre, nei più sfortunati di noi, la contrazione muscolare “schiaccia” le vertebre cervicali tra di loro, restringendo il forame dove passano i plessi nervosi diretti agli arti superiori, portando al secondo dei principali disturbi, quello neurologico, ma di cui ne parleremo un’altra volta.
Dunque? Tagliamo la testa al toro e passiamo ai rimedi!

Sicuramente il primo rimedio è la prevenzione, in particolare bisogna prevenire le posture sbagliate, con il capo anteposto, cercando di rilassare il più possibile le spalle..ovviamente durante la vita di tutti i giorni, perché pedalando non è possibile farlo, se non per brevi momenti..
Una volta insorti i problemi,, le contratture dolorose, l’applicazione di calore (esistono cerotti particolari a rilascio di calore, o semplicemente la borsa dell’acqua calda o un bel bagno possono bastare), a ciò si può associare un bel massaggio decontratturante
Neuro taping (o kinesio che dir si voglia). Consiste nell’applicazione di particolari cerotti elastici (non contengono nessun farmaco) molto di moda tra i calciatori e gli sportivi in generale, che, se sapientemente applicati, permettono di sollevare la cute ed il sottocute, migliorando la vascolarizzazione sottostante ed aumentando di conseguenza il defluire delle scorie e delle proteine infiammatorie. Personalmente li ritengo un ottimo supporto terapeutico da associare a massaggio o trattamento agopunturale, ma non in grado da sole di risolvere la sintomatologia
Terapie antinfiammatoria e miorilassante, da assumere solo sotto consiglio medico.
Agopuntura e tecniche affini. Come già detto, ma mi piace ricordarlo, l’agopuntura  agisce con molteplici meccanismi, tra cui :

Riduzione della sensazione dolorosa tramite meccanismo del gate control: l’infissione dell’ago crea uno stimolo sensitivo che viaggia su vie di trasmissione più veloci di quelle deputate alla trasmissione del dolore “cronico” inibendo tale trasmissione al cervello.

Riduzione dell’infiammazione mediante stimolazione di POMC, un ormone secreto a livello dell’ipofisi che permette la sintetizzazione e secrezione da parte delle ghiandole surrenali di cortisolo, potente antinfiammatorio endogeno.

Riduzione delle contratture muscolari, meccanismo ancora riflesso non ancora del tutto spiegato.

Migliore dinamica muscolare, grazie alla capacità dell’agopuntura di orientare le fibre delle fasce muscolari e permetterne un miglior scorrimento.

Effetto antalgico grazie alla capacità di promuovere la secrezione di endorfine, anestetici naturali prodotti dal nostro corpo.

Tra le varie tecniche di agopuntura, ma non specifica della medicina cinese, viene molto utilizzata e trova indicazione la tecnica della coppettazione. Consiste nell’applicare nella zona dolorosa e contratta una coppetta che può essere di vetro, plastica, bambù (come nella migliore tradizione cinese) che rimane “incollata” alla cute tramite la tecnica del sottovuoto. Tale sottovuoto può essere creato tramite l’utilizzo di apposite coppette con la ventosa incorporata o scaldando l’aria all’interno della coppetta. In questo caso, l’aria calda incorporata nella coppetta ha un duplice effetto, oltre “risucchio” dovuto al sottovuoto, si crea un ulteriore sensazione di piacevole calore, con un modestissimo effetto vasodilatatore. Le coppette si possono lasciare in sede o usare muovere lungo la zona interessata per creare un piacevole massaggio.

Anche per oggi è tutto, vi aspetto per la prossima lettura. Buona pedalata a tutti.

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